Cinguettii elettorali

ovvero le mie considerazioni sulle recenti elezioni, brevi o prolisse, a caldo o meditate, più vari link ad analisi molto interessanti

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Vaffanculo (favolosa)
http://www.ilpost.it/makkox/2013/02/25/m5s/

Ottima descrizione sull’elettorato di destra http://mob.ilfoglio.it/soloqui/16554
(l’aveva già detto Renzi http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-22/sondaggio-primarie-galvanizza-truppe-130556.shtml?uuid=AbmzjN5G)

Male che vada Renzi un posto da sondaggista lo trova
http://www.lapresse.it/politica/primarie-renzi-con-me-pd-al-40-con-loro-al-25-se-perdo-no-guerra-1.232603

Alfano intanto dichiara il pareggio tecnico . Domani parlerà di brogli

Ma Renzi il camper ce l’ha sempre o l’ha già venduto? Con una risistematina potrebbe tornargli comodo

Esito elettorale: 3 partiti che si odiano. Inizia ora un triello, come ne il buono il brutto il cattivo. Il PD nel ruolo di Lee Van Cleef
(cioè quello sopravvalutato che alla fine si fa sorprendere e muore)

Memo per le prossime elezioni: a sondaggi e exitpoll basta applicare una formula semplice, togliere 5 punti al centrosinistra
http://www.mariostaderini.it/sondaggisti-del-mio-stivale/

(questa è quella che mi è venuta meglio):
Il Papa si dimette, Napolitano ne ha per soli 2 mesi, chissà chi farà il premier e il capo della polizia è in ospedale. Il sogno di un anarchico

Il PDL ha perso milioni di voti ma il PD è riuscito a perdere lo stesso: fanno dei corsi appositi ai loro dirigenti?
http://www.lastampa.it/2013/02/27/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/il-fiasco-perfetto-della-sinistra-che-non-seduce-la-lombardia-uUG29cJNGfn4sEGKy72pSO/pagina.html

… e discorsi più articolati

leggevo su facebook giorni fa i fan di enrico berlinguer che si
complimentavano con ingrao che era andato a quasi 100anni a votare su una
sedia a rotelle, votando per sel. molti gli davano del venduto perchè non
sosteneva ingroia. sono sicuro che anche chi sostiene ferrando da’ del
venduto a quelli di ingroia
cosa vuol dire: che semplicemente c’è sempre qualcuno più a sinistra di te
anche togliatti e bordiga avrebbero detto del PCI di Berlinguer che era
troppo a destra

io guardo ai numeri: dividiamo l’elettorato , spezziamolo in percentili e
distribuiamoli da destra a sinistra (è una grossa semplificazione lo so).
a sinistra vedo uno 1% di vari partitini comunisti , il 2% di Ingroia, il
3% di Vendola. siamo al 6%. vuol dire che tutto il resto dell’elettorato
vota per politiche di destra?
che piaccia o meno, il PD è nell’ala sinistra dell’elettorato. è
l’intero elettorato che si è spostato a destra. oppure semplicemente si usa
parametri rigidi per definire cosa e’ sinistra e cosa è destra.
parametri degli anni 70 e 80 ad esempio, in un mondo completamente diverso
in cui potevamo pure permetterci i dipendenti delle ferrovie in pensione
dopo 20 anni di servizio.

…col senno di poi la sua – di Renzi – “rottamazione” era fin troppo blanda. capisco che
vi stia sul culo ma quando cominciò a parlare di rottamazione fu
preso in giro da tutti. gli va dato atto di aver capito tutto per primo in
un contesto piddino molto conservatore e autocelebrativo.
se il PD fa da capofila di un governo di coalizione con Berlusconi si sobbarca un onere
potenzialmente devastante: quel 25% non è inossidabile, è già pronto per
essere eroso da Grillo. andando al voto tra 1 o 2 anni, con la crisi che
c’è, il PD proveninete da palazzo chigi rischia di andare al 15% (SEL poi
è già lì lì per fare la fine di Ingroia, metà dei suoi voti saranno di
Piddini che volevano riequilibrare a sinistra)
s’è infilato in un cul de sac di nulla… per Bersani era meglio aver
perso anche alla camera. ora rischia l’agonia, e comunque si muova rischia
di sbagliare.

Articoli più seri

http://www.ilpost.it/enricosola/2013/02/26/perche-perdiamo-sempre-
lipogramma-di-sinistra/

http://www.lastampa.it/2013/02/27/cultura/opinioni/editoriali/la-sinistra-che-non-impara-dai-suoi-errori-uss3TIeEJByFFzktfmRLFO/pagina.html

 

Per i più curiosi, le bellissime mappe di confronto di Youtrend
http://www.lastampa.it/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/elezioni-2008#/c/2013-02-24/r/italy

http://www.youtrend.it/prime-analisi-i-partiti-della-scorsa-legislatura-perdono-13-milioni-di-voti/
http://www.youtrend.it/sondaggisti-i-veri-sconfitti-forse-no/

 

Infine, spostamenti di voti dal 2008
http://networkedblogs.com/IJEaf
http://www.europaquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/Analisi-Istituto-Cattaneo-Elezioni-politiche-2013-Flussi-elettorali-in-9-città.pdf

 

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Sondaggi elettorali o lancio dei dadi?

ovvero, del perché stavolta i sondaggi potrebbero sbagliare più del solito. Qui sotto

si possono trovare le medie finali tra tutti i sondaggi svolti nell’ultimo periodo su scala nazionale (per la Camera). Situazione abbastanza chiara, non ci sono molte discordanze tra i vari sondaggisti: e le medie, dato il numero elevato di persone “campionate”, non dovrebbero sbagliare più di tanto. Ma dirò perché nemmeno possono essere precise più di tanto
Un po’ multiforme invece la situazione sondaggi per il Senato, che come è nota contano su base regionale, un po’ come le elezioni presidenziali americane. Multiforme nel senso che ci sono molte più discordanze tra i vari sondaggisti (ad esempio su Piemonte e Veneto). Un po’ tutti danno però come situazione di grossa vicinanza tra le 2 principali coalizioni in Lombardia e Sicilia, e un lieve vantaggio del centrosinistra in Friuli Campania Puglia, un vantaggio un po’ più consistente in Piemonte e Calabria per il centrosinistra e per il centrodestra in Veneto. Con le altre regioni date molte probabili al centrosinistra. I rumors che girano in rete negli ultimissimi giorni sui sondaggi non divulgabili confermano più o meno questa situazione.
Qui una situazione rappresentata da due sondaggisti, SP e Tecnè

Molti commentatori hanno evidenziato delle discrepanze tra i sondaggi nazionali e quelli regionali. Infatti nel 2008 il centrodestra fu il primo partito in alcune grosse regioni con larghissimo margine. Per esempio Sicilia Lombardia e Veneto di oltre 20 punti. Se adesso quelle stesse regioni sono diventate contendibili dal secondo avversario in lizza, il centrosinistra, che sembra avere a livello nazionale una forza comparabile a quella che aveva 5 anni fa, è logico pensare che qualcosa non torna: o sono sbagliati i sondaggi nazionali (sovrastimando il centrodestra) o sono sbagliati quelli regionali (sovrastimando il centrosinistra).
Cosa può essere successo quindi? O sono stati cannati alla grande i campioni di intervistati per i sondaggi delle regioni oppure i sondaggisti hanno tenuto conto di questa sottostima storica del 2% di Lega + PDL nelle rilevazioni nazionali e hanno sovrastimato questa forza. O un mix di entrambe le cose, come ritengo personalmente. È comunque difficile dare una risposta in anticipo in quanto in Italia non c’è una tradizione collaudata di sondaggi sulle sole regioni, come c’è invece negli USA, quindi i dubbi sono leciti.
Se guardiamo alla storia della recente sondaggistica italiana, si nota un fenomeno comune nelle ultime 2 elezioni: una sottostima della percentuale del centrodestra di circa 2 punti percentuali, una sovrastima della sinistra radicale. Ipotizzabile quindi che le 2 coalizioni siano vicine e che siano sbagliati i sondaggi regionali. Ma le cose sono ancor più complicate. Nel 2006 c’erano solo 2 coalizioni che presero in tutto il 99,5% dei voti validi! Nel 2008 c’erano 2 grosse coalizioni che si spartirono l’84% dei voti più alcuni piccoli partiti che si spartirono circa l’11% dei voti. Stavolta la media dei sondaggi assegnano alle 2 coalizioni maggiori meno di 2/3 dei voti. C’è una consistente coalizione moderata, e alcuni piccoli e agguerriti nuovi partiti, uno dei quali – 5 stelle – in forte crescita e “votabile” sia da chi si ritiene di destra o di sinistra.
Cosa comporta tale frammentazione? Che non ci sono serie storiche sufficienti per stimare la forza di tali partiti, non si sa come i loro elettori rispondano alle interviste dei sondaggisti. E che quindi stavolta gli errori possono essere più marcati. Prevedo ad esempio che se faranno gli exit poll stavolta potrebbero essere pure più peggiori delle altre volte, quando già erano pessimi.
In tale scenario complicato, i numeri sono l’unico elemento su cui possiamo fare ipotesi.
Ad esempio questa rilevazione è interessante perché mostra che i maggiori rischi li corre il centro destra: rischio di maggiore astensione, di maggiore cessione di voti verso la lista di Monti, di Grillo e di Giannino

E che forse anche la classica sottostima dei sondaggi per i centrodestra stavolta può portare a sottostimare anche queste ultime 3 liste. Specie quella di Grillo: cosa che nei giorni scorsi hanno lasciato trapelare sia alcuni opinionisti sia i recenti attacchi mossi dal quotidiano il Giornale sia a Giannino che a Grillo, o il fatto che Berlusconi abbia sposato alcuni punti del programma del Mov. 5 stelle. Fatto avvalorato ancor più da questa statistica  che mostra continui travasi di voti dal centrodestra alla lista grillina con una somma complessiva più o meno costante; il travaso di voti dal PD al Mov. 5 stelle qualcuno dice sia minore, anche per una maggiore fidelizzazione dell’elettorato di centrosinistra (personalmente ipotizzo un ottimo risultato del mov. 5 stelle che dopo il caso MPS ruberà diversi voti al PD ma che potrebbe impedire affermazioni del centrodestra in alcune regioni chiave e paradossalmente quindi favorire proprio il PD)
Il succo di tutto ciò? Che malgrado un certo vantaggio consistente del centrosinistra, stavolta le previsioni elettorali dei vari opinionisti potrebbero essere pure più sbagliate del solito.
Non faccio previsioni, dico solo che mi aspetto almeno 4-5 sorprese rispetto a queste medie di sondaggi (la scienza dei sondaggi sarà anche migliorata ma una frammentazione come quest’anno non c’era da decenni nel panorama italiano). In ogni caso sapremo qualcosa già dall’affluenza e da come è distribuita tra le varie regioni. Alcuni dicono che se sarà attorno al 80% Berlusconi potrebbe avere ottime chance di vincere alla Camera per pochi voti. Possibile, ma comunque non facile. Anche perché tutti concordano nel dire che una affluenza del 80% (come 5 anni fa) sarebbe incredibile, si ipotizza tra il 74% e il 78%
In conclusione, difficile in Italia in questa situazione fare come negli USA, dove c’è chi come Nate Silver ha azzeccato al 110% le elezioni presidenziali.
Non ho mai mai visto una campagna elettorale così , senza la minima proposta realizzabile , con tutti a discutere sul nulla, su proposte irrealizzabili o così fumose da poter avere poi le mani libere “…tanto non avevo promesso niente”. In pratica tutti ridotti a parlare delle boutade berlusconiane su IMU e condoni, irrealizzabili ma dette comunque perché ottime promesse per raccogliere voti.
Sono particolarmente deluso dalla campagna del PD, con una vaghezza poco credibile per un partito che è stato tanto all’opposizione. Unica minimale eccezione il programma neo-liberale di Fare molto basato su dati numerici, lista che però difficilmente raggiungerà il 4% per accedere alla Camera data la poca tradizione liberale italiana.

Scenari post-elettorali. Ne parliamo dopo le elezioni. Riassumo qui solo dei brevi pensieri
– un eventuale governo con una discreta maggioranza, che sia coeso o meno, dovrà affrontare momenti bui. Già ci sono voci sulla necessità di una manovra bis (altro che restituzione dell’IMU…), e le prospettive macroeconomiche per l’unione europea non parlano minimamente di crescita. Ma solo di un perpetuarsi della crisi
– nel caso di uno stallo totale con l’impossibilità del formarsi di qualsiasi coalizione, o nel caso di un peggioramento drastico della crisi, le pulsioni più qualunquistiche potrebbero portare a scenari simil-ellenici, con una ingovernabilità ancor maggiore anche dopo elezioni successive. Cosa che potrebbe portare pure a una crisi per mancanza di fiducia nell’italia, con primo effetto un balzo repentino dello spread

Aggiornamento:
Gli ultimi rumors non segnalano novità, o forse solo che la famosa “rimonta” berlusconiana non ci dovrebbe essere. In compenso i bookmaker hanno rivisto le quote su chi sarà il nuovo presidente del consiglio incrementando le chance per Bersani. Per chi volesse essere aggiornato sulle ultime voci , consiglio le corse clandestine dei cavalli oppure la mailing list di Electionista

Paesi del G20: i migliori e i peggiori per le donne

Dal bel blog del giornalista Simone Spetia http://simonespetia.wordpress.com/ riprendo questa bellissima infografica sulla situazione della donna nei paesi del G20

Risultati deludenti, direi. Come ho scritto su Twitter, la civiltà di un paese si misura da come tratta la minoranza più numerosa, le donne. E ad  uscirne male sembra sia l’intero genere umano

Infografica sulla situazione delle donne nei paesi del G20

#RossellaUrruLibera

Ieri era il blogging day per ricordare la prigionia di Rossella Urru. In netto ritardo mi unisco al ricordo. Metto il cancelletto o diesis nel titolo del post per simboleggiare che tanta della migliore comunicazione via internet oramai passa da Twitter: un social network che fa tendenza, agevolato dal fatto che è molto più facile rispetto a face book fregarsene delle cazzate e concentrarsi su informazioni serie, concise e intelligenti allo stesso tempo.
Quanto a Rossella Urru, conosco troppo poco la vicenda: e ha scritto tutto il mio amico Riccardo nel suo blog, che cito e linko

 

Siccome oggi è il blogging day per la liberazione di Rossella Urru, la cooperante rapita in Algeria quattro mesi fa e della quale non si sa tuttora nulla, non starò né a ricordare gli eventi, né a tracciare figure. Per questo basterà accedere a uno qualsiasi delle decine di blog, che hanno aderito all’iniziativa (tipo quello di Sabrina Ancarola). Mi preme soltanto ricordare che, assieme a Rossella, sono stati prelevati con lei dal campo di Rabouni Ainhoa Fernández de Rincán e Enric Gonyalons, e che questo blogghindèi è anche per loro e per tutti i cooperanti internazionali che sono prigionieri nel disinteresse generale o quasi
Con Rossella si va a tragedie che definire semplicemente “dimenticate” è poco.
I campi di rifugiati saharawi? O da quelle parti non c’è che sabbia infuocata? Addirittura un “popolo”? Profughi? Più che dimenticati, queste qui sono tragedie che viaggiano nel territorio dell’inesistenza; eppure ci sono delle persone che non mollano. Un giorno pigliano i bagagli e basta, dato che le armi non ce le hanno e le hanno già vendute tutte a stati, staterelli e bande, e vanno a farsi un mazzo di culo senza che nessuno ne sappia nulla. Quando poi càpita che le rapiscono, ben che vada si beccano una peraltro scarsa pubblica opinione che esprime elevatissimi concetti nelle rubriche di posta della Gazzetta del Chupachups o del Corriere dello Schiavo, del tipo “Se la sono andata a cercare” o “Ma che ci vanno a fare?”

Di forconi, euro e rivolte

Arrivo un pò in ritardo, forse, ma magari meglio così, in modo da ragionare a freddo a bocce ferme. Parlo dei movimenti dei forconi, blocchi di camionisti e tassisti, di un pò di fermento sociale che si nota in giro. Beh, che ci sia mi pare anche normale, in tempi di crisi. Ma la riflessione che voglio fare è un’altra.
Raccolgo qui sotto un pò di riferimenti: per cominciare, una bella analisi dei forconi siciliani abbastanza distaccata,  questa,  quest’altra e poi quest’altra ancora sul medesimo argomento, di siti di sinistra certo non benevoli nei riguardi dei governi moderati, infine quest’altro che invece simpatizza notevolmente e non si preoccupa di infiltrazioni neofasciste. Personalmente noto che certe proteste emergono quando al potere non c’è la destra, e la cosa un pò mi insospettisce. A freddo noto che questa protesta per ora si è fermata: i forconi tornano a spalare il fieno,nelle cascine, i camion a correre in autostrada neve permettendo, i tassisti a scorrazzare in città. Mi immagino però che, dai pescatori campani ai pastori sardi, ci siano ancora gruppi di persone, di imprenditori o semplici dipendenti, in forte difficoltà lavorativa. Che magari ora hanno serie difficoltà a protestare perchè troppo pochi, troppo soli, troppo inascoltati. Suppongo che, con un eventuale peggioramento di qualche parametro – ad esempio una crisi petrolifera con rincaro dei carburanti – certe proteste potrebbero riesplodere in forma più seria, così come per una ulteriore eventuale manovra governativa che tagli privilegi o pezzi di spesa pubblica. O peggio. Cosa ci potrebbe essere di peggio? Per esempio, una ulteriore crisi finanziaria, uno scivolamento lento verso una situazione simil-Grecia, dove di problemi di ordine pubblico ne hanno avuto tantini come si sa. Per non parlare di una situazione di default incontrollato o di uscita dall’Euro, quando si rimpiangerebbero i prezzi di oggi del gasolio ad esempio. Non è un caso che anche UBS, nella sua dettagliata analisi della situazione Euro e dei vari scenari possibili, parli chiaramente non solo di ordine pubblico ma persino di guerre civili  (paragrafo “Do monetary unions break up without civil wars?”). Scenari pessimi, si sa. Tra l’altro, ci sono molti intellettuali o gruppi di sinistra o militanti dell’antipolitica che vedrebbero di buon occhio nazionalizzazione delle banche, default incontrollato e uscita dall’euro, un pò quelli complottisti descritti qui dentro, generalmente amanti dei complotti. Ma  questi, onestamente, mi pare abbiano capito ben poco. E qui mi riallaccio alle analisi del movimento dei forconi o dei camionisti sopra raccontanti. Alla fine questo attuale governo messo su a raddrizzare l’Italia, mi pare sia la cosa meno peggio che ci possa capitare, come paese. Perchè le alternative sono peggiori, e tra queste non so neanche se metterci un ritorno di Berlusconi come paventa l’economista Zingales qui. No, scenari alternativi al governo Monti non sarebbero movimenti o rivoluzioni di sinistra. Sarebbero con molto probabilità le tipiche pulsioni dell’estrema destra, xenofobia in primis. Perchè questa è la natura dell’Italia: se non c’è stata una rivoluzione socialista nel 1920 o nel 1945, perchè ci dovrebbe essere adesso? Perchè in Italia le tensioni sociali storicamente si sono sempre evolute in sconfitte storiche sia per la sinistra moderata e riformista “di governo” che per quella radicale ed extraparlamentare. Figuriamoci in un mondo come quello di adesso in cui non è la povertà ad essere diffusa bensì un certo benessere.

UBS quindi ci dice che la crisi potrebbe evolvere, in caso di rottura nella zona Euro, in fortissime tensioni sociali. Perchè ci dice ciò? Sulla base di dati storici. In fondo l’Unione Europea nacque proprio in questo continente perchè storicamente è sempre stato questo il continente più rissoso e guerrafondaio, quello dove si sono svolte le più grandi guerre, dove sono morti più soldati e più persone comuni: nulla di più facile che una rottura dell’Euro e della UE , o di un suo pezzetto come la nostra penisola, portino nel breve a tensioni sociali poco sopportabili e nel lungo periodo a cose ben peggiori. Ecco perchè mi viene di sostenere a pie’ sospinto il governo Monti, come migliore argine a derive di estrema destra, come il miglior governo che ci può essere oggi in Italia: o almeno il meno peggio, diciamo. Vorrei in particolare far notare che il bocconiano stesso ha paventato il sorgere di problematiche del genere, magari anche solo nella forma del nazionalismo o del revanscismo, o dell’antigermanismo: ha evocato più questo come pericolo che il collasso del sistema interbancario, e per uno che si è occupato da sempre di scienza bancaria non è poco. Aggiungerei che ciò corrisponde molto anche al carattereste storico della destra nostrana – demagogia, corporativismo, illiberalismo ecc. – Sono consapevole che mi si potrebbe dire che sono scenari troppo pessimistici e politiche diverse dalle presenti e recenti  (più tasse? più spesa pubblica? uscita concordata dalla zona UE? mah ) potrebbero tamponare la situazione, ma più che strategie queste mi parrebbero speranze non supportate da dati; e se è vero che certi gruppi che protestano espongono istanze giuste cui un governo giusto deve venire incontro – sono d’accordo e questo dovrebbe essere compito di un bravo governo di qualsiasi colore-  , questo non implica che si debba tornare per forza a quantità immense di spese pubblica, che di per sè non garantiscono nulla (vedi gli USA che nonostante l’iniezione di denaro fresco ancora patiscono) e che ci porterebbero ad abbondare la zona euro ed entrare in un circolo vizioso in cui per placare le proteste si stamperebbe e distribuirebbe a chiunque una moneta del valore della cartigienica che nessuno vorrebbe. Chi veramente ha a cuore le istanze di chi rischia di sprofondare nella povertà dovrebbe pensare quindi principalmente a porre basi politiche per guidare la fase post-Monti.

 

Avviso ai naviganti

29 Novembre

Il correre per me va così così, poche cose da raccontare. Poche motivazioni ma forse, tallone sinistro permettendo, mi sta tornando un pò di voglia e comincio a pensare a cosa correre nel 2012. Per ora il primo obiettivo sarebbe il Giotto Trail a fine febbraio a Vicchio, su un percorso duro ma che già conosco. Poi chissà… Colli Euganei? Da Piazza a Piazza? ritorno al Ventasso? chissà

Comunque volevo solo avvertire che a breve, causa chiusura della piattaforma Splinder, questo blog verrà spostato altrove. Dove di preciso non so, ma al momento sto testando WordPress, qui una bozza del  nuovo blog.
magorunning.wordpress.com

Ad maiora!

 

Aggiornamento del 3 dicembre :

sono riuscito a trasportare i miei vecchi post su WordPress, così ho salvato l’archivio e tutti i link alle vecchie immagini! Ho già attivato un redirect dal vecchio al nuovo blog, che credo sarà dismesso il 31 gennaio 2012.

 

Elezioni amministrative 2011

Delle elezioni amministrative ultime si puòleggere in rete un pò di tutto.  Certo è incredibile come in rete le informazioni girino a velocità stratosferica nei momenti concitati delle proiezioni e dello spoglio. Io adoro in particolare i liveblogging di siti come Termometro Politico (vicino al centrosinistra) o Nota Politica (al centrodestra). Su quest'ultimo ho letto due tra i migliori articoli, questo e questo. Ottima anche l'analisi di Folli sul Sole 24 ore. 

Le mie poche umili considerazioni:
– Milano ha sempre anticipato le tendenze politiche in Italia, dalla fine del fascismo all'avvento del centrosinistra , all'ascesa di Craxi, la sua caduta e l'ascesa di Berlusconi.Questo è quindi il peggior segnale che poteva ricevere, il peggiore abbia mai ricevuto in 17 anni di carriera politica.
– d'altronde è pericoloso darlo per spacciato, ha risorse infinite 
– il PdL si conferma un partito vuoto, senz'anima se non quella delle clientele e della pura e semplice gestione del potere: per questo mantiene ampie posizioni ed è vincente al sud
– la Lega al governo rischia sempre di perdere appeal, schiacciata sulle futili esigenze del presidente del consiglio
– il PD gioisce e fa bene perchè appoggiando candidati non suoi riesce a fare ottimi risultati di lista, specie al nord. ma il successo non è pieno e la strategia non è semplice, dovendo mediare tra una vocazione moderata e riformista e l'appeal di certi candidati più radicali
– il Terzo Polo scommette tutto sulla fine del Berlusconismo, anche più del centrosx: ma nel frattempo conta pochino.

Non molto larga, questa banda

Come avrete letto, scrivo pochissimo o quasi in quanto privo a casa di una connessione telefonica. Ho una piccola chiavetta GPRS che usa la rete GSM di Wind, ma da queste parti in Mugello viaggia più lenta persino nel vecchio modem a 56K di quelli che usavamo una volta: magari avercelo adesso! In una rete che diventa sempre di più il modo migliore se non l’unico di chiedere informazioni, anche riguardo il settore della Pubblica Amministrazione, è molto grave che sia impossibile per tante zone avere accesso a contenuti della rete. E a me va bene: i miei cognati meno fortunati abitanti a Luco del Mugello sono anni che chiedono a Telecom la ADSL, ma quelli rispondono picche.

In questo contesto – ricordo che in Italia tantissimi non vivono nei capoluoghi di provincia ma in paesi più o meno piccoli – l’attuale governo della repubblica decide di tagliare i fondi per l’investimento per la diffusione dell’ADSL o simili. Provocando le ire degli operatori del settore come Fastweb, e quella di acerrimi nemici come la CGIL o la Confindustria. 800 miseri milioni, quando per una infrastruttura largamente più inutile – in quanto cattedrale nel deserto di ferrovie e autostrade – come il ponte di Messina si spenderebbero diversi miliardi di euro. Come dice il poeta, al peggio non c’è mai fine. Il dramma è non capire che le infrastrutture di rete possono persino sostituire le autostrade e le ferrovie, possono creare profitto per tante imprese: non sono solo un modo per chattare nel tempo libero. Cosa ci vogliamo aspettare da questi governanti?

C'è grossa crisi

Come i due gatti che leggono questo blog sapranno, sarò a breve proprietario immobiliare di un nuovissimo nonchè ristrettissimo microquadrilocale ubicato nel mezzo dei boschi tra Firenze e l’Appennino, sia pure a portata della strada statale che un tempo collegava nord e sud. Impegnato come sono a cercare arredamenti sono capitato in quel di Quarrata: ridente cittadina nella piana fiorentina nei pressi di Pistoia, nota per essere una specie di capitale toscana dell’arredamento, recatomi in passato lì solo per una bella gara collinare, in una di quella vinsi pure uno sgabello (sic!) di buon legno. Insomma, sapevo che lì potevo trovare decine e decine di negozi ansiosi solo di potermi offrire e vendere armadi letti e comò. In effetti il paese è caratterizzato da questa lunga strada dritta che dall’autostrada porta in centro, ricolmo a destra e sinistra di negozi di mobili. Parcheggio e mi incammino. E presto noto che una buona metà dei negozi, molti dei quali di vaste dimensioni, erano chiusi. E quelli che erano aperti avevano un bel tono dimesso, molto triste direi. E la gente in giro era molto molto poca: clienti pochi ed anzianotti. Un pò intristito, quasi come l’ambiente circostante, ho cambiato zona. Qualche giorno dopo invece faccio un salto all’Ikea fiorentina. OK, la qualità del mobilio è quella che è ma anche i prezzi sono molto bassi. Ma soprattutto, è un luogo affollato, divertente, pieno di giovani, bambini, dove la gente è interessata incuriosita e sorride. Traduzione: il modello quarratino dell’industria del mobile è destinato a fallire miseramente.
Da cui mi sono nati come spesso mi accade molti pensieri. Non sull’arredamento, che poco me ne intendo. Ma sulle capacità imprenditoriali dell’industrialotto italiano medio. Sul modello economico di tanti nostri paesi italiani, fondati su un business molto specifico – arredamento, tessile, calzatura, motori, acciaio ecc. Tanti di questi , in grossa crisi. Mi son ricordato quindi di prima che ci fosse l’Ikea a Firenze, che i mobilieri locali e in particolar modo di Quarrata si lamentavano che "sarebbe andato in difficoltà un distretto industriale", bla bla bla, "molti posti di lavoro in pericolo" yadda yadda yadda "
verrebbe attaccata la cultura toscana del mobile" ecc ecc. Come dire, fateci continuare a vendere a prezzi carissimi i nostri vecchissimi mobili che sennò ci tocca tenerceli in magazzino, vogliamo continuare ad avere il monopolio. Beh, ci provarono, d’altronde è solo l’ennesima dimostrazione della totale assenza in questo paese della cultura liberale, della cultura della concorrenza , dei diritti dei consumatori: e di come la cultura imprenditoriale sia deficitaria, chè quelli pensano che fare impresa sia solo pagare 2 euro gli operai e vendere magari in nero subito e il più possibile fregando magari i fornitori.
Tanto per metterci il carico, leggevo l’altro giorno della protesta a Prato: città enorme, la seconda della Toscana, fino a un quarto di secolo fa eternamente venduta all’industria tessile con quei macchinari infernali che funzionavano anche di notte (come in questo bel film di Nuti), adesso è in crisi nera, tra i cinesi che offrono lo stesso prodotto a un decimo del costo e la direi nessuna capacità di rinnovamento di tanta imprenditoria di queste parti che preferisce investire nella Porsche che nell’innovazione. Parafrasando un post del mio amico Riccardo , queste realtà nel loro attuale stato sarebbe bene che chiudessero , o meglio ancora facessero pulizia del vecchio imprenditorame e decidessero davvero di lavorare seriamente, che lo saprebbero fare ancor bene se solo gli tornasse la voglia.

Sorgenti secche

La mia prossima casa sorge nella valle del Carza, che dalle basse montagne a nord di Firenze (quelle dove amo correre trail) scendono verso nord verso il Mugello. Zona attraversata sottoterra dalla TAV, e la TAV ha fatto i suoi bravi danni al sistema idrico della zona. Una zona che ha già ha visto la creazione di un lago artificiale a Bilancino – costruzione prima criticata ma poi apprezzata sia dal lato paesaggistico che dal lato turistico e quindi economico – , i cantieri della Variante di Valico dell’Autosole eternamente aperti da una dozzina di anni. Personalmente sono sempre per le infrastrutture specie se utili e finalizzate a un serio risparmio di tempo e denaro, ma possibile comunque che in Italia vengano sempre realizzate male??
Alle mie terre Paolo Rumiz su Repubblica dedica un articolo, citando pure il paesino dove andrò ad abitare, in cui anni fa usava fare il bagno nel torrente (nei "tori", piscine naturali che si formano sotto le cascate). Lo si può leggere qui. Veloce ma bella descrizione, di uno che questi luoghi li ha davvero visitati.

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