Il mio primo Duathlon

Un 3 mesi fa circa leggo la pubblicità di una edizione zero di un duathlon in quel di Prato. Organizza il gruppo “Primo e Pizza Bike”, e da amante del carboload leggo avidamente. Un duathlon in mountain bike, come la mia dueruote (si fa per dire). Una decina di Km di corsa, quasi tutti PRIMA della bici (odio correre dopo la bici, ho i muscoli di marmo) Interessantissimo. Passo l’estate un po’ più del solito sui pedali, arrivando per la prima volta in carriera ai 1000m. di quota, il che non è così banale col mio attrezzo che pesa quasi 15Kg (è una bici da pochi soldi). Anche perché il tendine non ne vuole sapere di guarire definitivamente, e corro sempre meno, e sempre più lento. Ma chi se ne frega, mi presento a Prato a metà settembre, una bella mattinata fresca ma soleggiata: unico obiettivo, evitare l’ultimo posto. Modesto? Obiettivo facile non sfidante, per non rischiare? Per nulla, conscio della mia pochezza podistica E ciclistica. Anche perché tra i partenti ci sono tanti ciclisti, tanti triatleti , tutti visibilmente allenati e con mezzi all’altezza. Pochi podisti, solo il compagno di squadra Massimiliano, ora più veloce di me a piedi e con una bici meglio dotata e soprattutto molto più leggera. Infatti, si parte e mi ritrovo tra le retrovie.. Un bel percorso lungo favolose piste ciclabili che i fiorentini possono invidiare alla grande. Giro lungo il Bisenzio e ritorno alla base. Qui il cambio! Che emozione, il primo cambio della mia carriera! Mi allaccio il casco, le scarpe sono le solite (tanto quelle da bici non le ho) con qualche difficoltà salgo in sella e via. Avevo provato varie volte la doppietta bici-corsa a casa, ma era diverso… oh come era diverso! A casa è facile riposarsi anche solo per bere , qua invece già arrivo col fiatone dopo la frazione a running e la stanchezza non passa. Il problema è che non sono fresco, ciò nonostante nei primi falsopiani su due ruote reggo bene. Parco di Galceti, quanti cross corsi alla morte qui! E quanti trail qua, si entra nell’off road, uno spettacolo. Tengo un buon ritmo, nessuno mi riprende e giunto a Figline sorpasso rapidamente uno davanti, poi uno chiaramente avvezzo alle due ruote mi svernicia ma reggo benino. Salita leggera su strada bianca, non scorrevole ma va bene, sono in spinta … finchè, ecco che una curva secca festeggia l’inizio di un sentierino stretto a pendenze da Mortirolo, e non si rimane in sella. Calvario! Difficile rimanere in sella con quei pietroni , in più ecco i crampi ai polpacci -mai venuti in anni ed anni di running!- che mi impediscono di spingere, impossibile salire sui pedali, tocca scendere e spingere, ma così mi stanco di più, fiatone e cuore in gola, se la pendenza si addolcisce risalgo ma riecco i crampi oppure per terra trovo delle pietre come palloni da calcio, scendo forzatamente, ri-fiatone, ri-crampi e così via… dopo un tempo infinito sono in vetta a Monte Lopi, discesina ripida che faccio col freno a mano tirato al massimo, poi per fortuna si fa più scorrevole su dei bei sentieri sotto Schignano, già noti perché fatti al “Da piazza a piazza”. Una bella discesa, ma non il tratto nell’ oliveto , in pratica un dirupo, un burrone, dove mi tocca scendere ancora – ma scoprirò che così han fatto tutti . Nel trail running sono un discesista notevole e senza paura, estremamente agile, nello sci alpino non ho paura di niente… nella mountain bike invece sono fermo! e pauroso! Su una vecchia strada ciottolata mi supera qualcosa a velocità warp, pareva un ciclista ma forse era una moto da cross però senza motore… mah! neanche fosse la finale olimpica. Parte finale più scorrevole, ma oramai non riprendo più nessuno, lo svantaggio di avere così pochi concorrenti è che difficilmente si trova qualcuno da prendere a riferimento, vabbè vado del mio passo, anche se con un po’ di fatica (scoprirò poi che avevo pizzicato e la posteriore era quasi a terra). Finiti i 19Km di bici ecco lo stadio, secondo cambio , arrivo lucido appena il giusto per ricordarmi che il casco lo devo slacciare e non impiccarmici, lo speaker che mi incita chiamandomi per nickname “forza mago” grazie Tiziano, l’ultima frazione è di corsa ma veramente breve, un giro di pista di corsa ballonzolando con i muscoli in fiamme e i crampi che fanno ciao, finisco svuotato.
In sintesi: grande divertimento ma la specialità mi è parsa veramente dura. Duro il duathlon perché richiede di sapersi gestire (ma come fai, se tutti partono a razzo?). Dura la mountain bike, specie su percorsi del genere –effettivamente tecnici, lo sarebbero stati anche come gara di trail running- specie se uno non è abituato. Nel complesso, a distanza di 15 giorni, una esperienza positiva e molto divertente: a caldo subito dopo come al solito mi è venuto un “mai più”, ora no, lo rifarei… allenandomi meglio! Sia di corsa, che in bici, specie su tratti tecnici (ripidi e/o sassosi)

http://connect.garmin.com/activity/223292563

Annunci
Articolo precedente
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: