Chianti, seconda edizione

Un anno dopo, Castelnuovo Berardenga, per l’ecomaratona toscana: grossa affluenza , e si vede dalla coda alla punzonatura. Per fortuna non c’è il freddo intenso e la gelida tramontana di un anno fa che caratterizzò quella gara: c’è invece un solicello autunnale , abbastanza forte da scaldare quanto basta e per illuminare a dovere i meravigliosi paesaggi che attraverseremo. Alle 9 si parte, con il primo veloce kilometro asfaltato seguito poi dall’immancabile strada bianca , quasi un emblema del paesaggio rurale di queste terre. Il su e giù per le dolci colline prosegue a ritmo serrato, si fa per dire, perchè è impossibile prendere un ritmo particolare dati i continui cambi di pendenza. A me la parte iniziale di questa gara è quella che piace maggiormente, sia perchè è quella più a favore, sia perchè in lontananza si vede Siena la meravigliosa che si avvicina, sia infine perchè si corre in una campagna che adoro, quella tipica del paesaggio toscano: case contadine in cima ai cocuzzoli, colline dolci completamente arate su tutti i versanti, viottoli di campo o strade bianche a congiungere i gruppi di case, macchie di bosco qua e là. E’ il paesaggio agricolo della regione: non solo immagini da spot televisivi, dietro c’è la storia. Quella di secoli di contadini che coltivavano le terre da mezzadri  ricavandone solo parte del raccolto con cui sopravvivere. E per campare quindi l’unica era seguire la natura, assecondarla senza violentarla, trarne i frutti e modellarne il paesaggo al prezzo solo di quel rispetto e quella riverenza che solo chi coltiva la terra può nutrire. E’ questo che garantisce il valore del prefisso "Eco-" a questa gara, che non presenta dislivelli dolomitici o foreste inaccessibili ma ha un fascino in puro spirito trail. Il fatto è che poi non è neanche una gara facile, avevo scarsi ricordi di un anno fa o forse allora ero solo più in forma ma ho faticato comunque molto specie nella seconda parte quando le colline diventano un pò più aspre e boschi e sottoboschi si fanno più frequenti. Così come le salite quali la scalinata di Montegiachi o certi brevi strappi che si trovano tra il 20° e il 30° Km. Strade polverose e aride, la siccità ha copito anche qui. Si attraversano meno aie di contadini e più antichi paesini in pietra come Villa a Sesta o San Gusmè, delle vere chicche mete di ricconi nordeuropei che giustifica il nome di "Chiantishire" dato alla zona, dove le agenzie immobiliari spuntano come funghi e si chiamano "Real Estate". L’ultima parte di gara pare un grafico di borsa con tutti quei su e giù maledetti dai nostri muscoli che forse preferivano la cara vecchia pianura: ci possiamo però rinfrancare ammirando l’immancabile toscanissimo filare di cipressi e poi stringere i denti fino a vedere di nuovo le case di Castelnuovo Berardenga, che sembrano vicinissime ma la strada per arrivarci pare veramente molto lunga. Lo splendido dopo-traguardo con ricco ristoro, le docce e il pasta party è il marchio di  garanzia per una gara organizzata magnificamente, già una classica del panorama trail italiano.

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1 Commento

  1. anonimo

     /  22 ottobre 2008

    Leggendo questa bella descrizione di posti e paesini stupendi mi sembra di sentire il profumo di una deliziosa grigliata di carne degustata in quel di San Gusmè tre anni orsono … e per un momento lo sport e la corsa restano in secondo piano …

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