Foreste del Casentino

La notte ha fatto temporale, come quasi tutto il sabato qui ai margini dell’Appennino Toscoromagnolo. Si preannunciava una giornata umida e molto molto bagnata. Il Casentino sembrava dormire sotto coltri di pesanti nubi pronte a scaricare altra acqua. E’ prima mattina e la natura sembra dormire in questo primo scorcio di autunno, al termine di una lunga stagione calda e afosa che ha disidratato la natura. Le valle è magnifica come sempre: pianure e dolci colline in basse cinte tutte intorno da alte vette: il Falterona , il Pratomagno, il crinale appenninico (infatti come le altre valli toscane pure il Casentino scorre parallelo allo spartiacque invece che dipartire da esso). Attraverso in auto i paesini ancora sonnolenti: Stia, Pratovecchio, Poppi, la piana di Campaldino dove combattè Dante, qui la natura è ancora carica di Storia e lo si nota pure dalle chiese, dai castelli come quello di Poppi e dai bei centri storici dei paesini.
Ma siamo qui per correre, e allora dal piano ci si inerpica verso la montagna, verso la Romagna. Si entra così in un parco nazionale poco conosciuto ma estremamente affascinante, quello delle Foreste Casentinesi Falterona e Campigna. Si tratta di una foresta che si espande in 3 province e per una vastissima area, estremamente selvaggia e molto poco antropizzata. Badia Prataglia è un paesino a circa 800 metri slm che vive del turismo del parco: qui parte il primo trail delle Foreste Casentinesi. Partenza tra molte chiacchiere tra i vari partecipanti: ci sono molti "stradisti" probabilmente incuriositi dalla gara trail su una distanza comunque agevole. Ma anche tanti appassionati trailer, pochi toscani e tanti emiliano-romagnoli,  facce note che qui si ritrovano a discutere delle proprie imprese estive e dei programmi futuri.
La partenza è subito in salita, sul sentiero si sale in un lungo serpentone. Si entra nella foresta, in questa zona in prevalenza di faggi. Ci si inerpica tra tratti agevoli in cui si può provare a correre e altri ripidi e impegnativi ove conviene marciare e risparmiare energie. La temperatura era già fresca a Badia Prataglia, intorno ai 10-12°, ma qui si avverte tutta l’umidità della pioggia degli ultimi giorni e sembra ancora più freddo (suppongo che anche col solleone si starebbe molto molto bene), e io che son partito in canotta e pantaloncini sono costretto a sforzarmi un poco, che marciando sentirei freddo.
Si sale sempre più , si sfiorano i 1400 al passo Fangacci (nomen omen, in effetti pensavo peggio e di fango non ce n’era poi moltissimo). Sequenza di discese brevi e ripide, da fare a tutta , poi una interminabile serie  di falsopiani. Ci avviciniamo all’eremo di Camaldoli, si sentono i rintocchi delle campane, ma prima di arrivarci svolta a sinistra e ancora salita. Il bosco è sempre molto fitto, filtra anche poca luce complici le nubi: sarà un’impressione personale ma a un certo punto ho perso l’orientamento nel senso che non riuscivo a capire se l’arrivo era in una direzione o in un’altra, probabilmente colpa del bosco che impediva la vista al di fuori e non dava rifornimenti. Intorno al 10° si arriva a una lunga strada bianca che percorreremo per quasi 4 Km, è la parte più brutta perchè c’è poca pendenza e la nebbia impedisce la vista del crinale. La strada riporterebbe a Badia Prataglia ma una deviazione ci ributta (fortunatamente) su sentiero, stavolta più tecnico. L’ultima parte di discesa ricalca l’inizio della gara , si fà anche un pò di confusione con le frecce tra quelle dell’andata del ritorno e della  non competitiva. Infatti seguo un tizio che sbaglia strada all’ultimo Km e come me ce ne saranno svarianti altri, non so neanche quanto ma taglio l’ultima salitina e recupero involontariamente varie posizioni, peccato. Arrivo su discesa molto ripida, in tempo prima che si scateni di nuovo la pioggia che ci ha graziati lungo il percorso (e meno male la chioma del fitto bosco ci ha protetti non poco). Altre chiacchierate davanti al ricco ristoro all’arrivo (poi premiazioni e pranzo che però io ho saltato), la gara è piaciuta praticamente a tutti quelli che ho sentito, "stradisti" e trailer: un bellissimo percorso, duro ma non durissimo, un buon compromesso alla portata di molti in un ambiente spettacolare; e i più appassionati già sognavano di scorrazzare per i tanti sentieri che abbiamo incontrato, ipotizzando allenamenti in un luogo che sembra fatto apposta per il trail. Qualcosa da limare come organizzazione ma direi ottima per essere una prima edizione.

traccia GPS
http://www.giscover.com/tours/tour/display/6586

altrimetria

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