Significato di un 25 aprile

Ieri, mentre salivo sui monti tra Firenze e il Mugello, riflettevo su quale significato può avere ancora oggi la festa del 25 aprile. Quei monti furono teatro di varie battaglie, ma le tante persone che affollavano sentieri e prati non parevano essere lì per commemorare i tanti morti che vi furono. Chissà se queste persone hanno un’idea di quali scontri cruenti vi furono, allora. Mah, decido di pensarci per strada e mi incammino correndo velocemente zaino in spalla. Mi guardano come fossi un alieno, ma me ne sbatto e proseguo con un ritmo spedito. Il prato nei pressi del cippo è stracolmo di gitanti, anziani a prendere il fresco o giovani ragazzotti a ridere o pomiciare (nulla da dire, ci venivo pure io, il luogo è incantevole).

Al cippo dei partigiani che commemora i caduti c’è una corona di fiori lasciata stamani. Dall’ANPI e dal Comune di Sesto, probabilmente. Nessuno attorno, nessuno a leggere i nomi dei morti. Scendo giù nella valle e decido di farmi una salita a tutta. Beh, il 25 aprile commemora eventi così lontani. Ci credo che molti non si fermino neanche un secondo a riflettervi. Senza contare quelli che manco sanno cosa rappresenti. Alla fine però i francesi celebrano la presa della Bastiglia ancora oggi, ed è evento ancor più lontano. Cosa rappresenta il passato per la società di oggi? Sono rimasto uno dei pochi a dar valore alla Storia, a pensare che il futuro è frutto delle nostre decisioni di ora ma anche del nostro passato recente e remoto?

Arrivo in fondo alla vallata, parto per la salita. Primo tratto lieve, poi la strada forestale sale tra i tornanti, entra nel bosco, si addolcisce prima dei saliscendi , breve discesina e poi la terribile salita finale, un Km circa al 26% di pendenza media, un’arrampicata da capre praticamente, ci ho messo circa 17′ a farlo. In totale la salita di 4,6Km con 550m di dislivello è durata 45′. Si sta rannuvolando, c’è meno gente a giro. Pioviscola, le pietre diventano bagnate e salendo si scivola. Arrivo in cima, proseguo nel bosco per la vetta più alta. Sono in una nuvola, piove, sotto a me in lontananza Firenze è baciata dal sole. Sono spariti tutti, rimango solo io a festeggiare il 25 aprile. Scendo, i sassi sono scivolosi e passo dal prato. Rientro sulla forestale e intraprendo il ritorno.

No, il 25 aprile ha ancora un significato, ne sono convinto. Una cesura netta della Storia, una divisione tra ciò che c’era prima e ciò che c’era e c’è tuttora dopo. Pochi ,ne sono convinto, comprendono pienamente quanto importante sia stata questa cesura, non solo per il significato politico quanto soprattutto per il passaggio da un’età antica e rurale dell’Italia a una moderna e avanzata.

E’ tornato il sole, la gente sparita sotto le gocce di pioggia ricompare all’unisono, dov’erano finiti tutti? La strada forestale è in lieve discesa, bevo alla fonte e senza stanchezza torno alla base, nei pressi del parcheggio c’è una folla che beve cocacola e mangia gelati. Mi asciugo e mi cambio , in fin dei conti queste montagne le preferisco quando sono di pochi.

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