Traversata dei Colli Euganei

In avvicinamento alle prossime gare trail ieri mi sono fatto oltre 200 Km per andare nei pressi di Padova, a Villa di Teolo, per la 23° edizione della Traversata dei Colli Euganei: mi sa che ero il podista che veniva da più lontano, assieme ad altri 2 fiorentini che ho incontrato in corsa che si preparano al Passatore, tra i partecipanti comunque moltissimi trailer italiani, specie gli amici di Spirito Trail che grazie alla pubblicità di Matteo "Emme" sono accorsi in massa. Alla fine, saranno tutti entusiasti.
Si tratta di una manifestazione storica di queste zone, una ecomaratona di altri tempi, quando ancora il trail running non esisteva. Come ampiamente previsto il clima era molto umido e "bagnato". Alla fine niente pioggia ma il fango incontrato sul percorso era veramente mai visto. Il percorso è tutto segnalato da nastri biancorossi e dalla segnalatica CAI dell’Alta Via dei Colli Euganei, nonostante questo non è difficile  perdersi anche perchè se uno sbaglia quelli che lo seguono sbagliano anch’essi: a me è capitato 3 volte, ma tanto ci si accorge subito dell’errore e comunque nel trail questo fa parte del gioco dato che sbaglia strada solo chi è stanco e non è lucido. Da parte mia, volevo fare un allenamento in vista dei Marsi e di altre gare lunghe che ho nel mirino la prossima estate, ed avevo anche lo zaino stracarico per "appesantirmi" (l’acqua l’ho bevuta solo alla fine, mi sono rifornito ai ristori). Sono arrivato in progressione forzando solo gli ultimi 10 Km ed alla fine ero ancora molto fresco, sono molto contento di ciò perchè tutto sommato resto uno stradista e non sono ancora abituato all’endurance prolungata.
La prima metà è aspra di saliscendi nei boschi e nei campi, con alcuni tratti sia in salita che discesa molto molto ripidi, con corde per reggersi e il fango che peggiora la situazione, specie nei punti veramente ripidi dove il rischio di scivolare era elevatissimo e bene che andava ti ritrovavi con uno zoccolo di 5 cm di terra sotto la suola che appesantiva e affaticava.
Ci sono però anche molti tratti su falsopiani su strade bianche che invogliano a spingere ma che invece vanno presi con calma. Sul percorso ristori ottimi e frequenti, personale molto gentile, zero auto. La seconda parte invece presenta due salite lunghe e ripide per il Monte Venda e il Monte della Madonna (ho una certa idea di come mai si chiami così…), è molto difficile correre qui anche perchè si è stanchi, basti pensare che la salita finale (il Monte Grande, una sorpresina subito dopo il Monte della Madonna) termina al 40°Km. Poi manca solo la discesa ripidissima ed estremamente tecnica verso l’arrivo, una picchiata nel bosco che esalta gli agili ed i temerari, facendola mi sono divertito un casino immenso.
All’arrivo tutto ottimo anche se molto spartano, dal ritiro premio alle docce ai massaggi al pranzo a base di minestrone uova e salame. Sa molto di corsa di altri tempi. E va benissimo così, i fronzoli non si addicono a questo genere di gare. Alla fine come dicevo tutti felicissimi ed entusiasti. Da rifare

Altimetria

Immagine da google

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