Ecomaratona del Chianti

Giornata freddissima a Castelnuovo Berardenga per la prima edizione del Chianti. Alla partenza calzamaglie cappellini e maniche lunghe si sprecano, per fortuna un timido solicino attenua la sensazione di freddo acuita però dal vento che soffia in continuazione da nordest affaticando molto l’azione di corsa.Dalla partenza la corsa si dirige per la prima parte verso la zona delle crete, entrando da subito su strade bianche e viottoli di campo. I saliscendi si susseguono in continuazione ed è la costante di questa gara, sono salite sempre molto brevi ma generalmente spaccagambe se prese ad alto ritmo. Bellissimo il passaggio al 9° al cippo della collinetta di Montaperti, ricordo di una sanguinosa battaglia tra senesi e fiorentini ("lo strazio ed il grande scempio fece l’Arbia colorata in rosso").Da lì la gara ritorna a nord e comincia a dirigersi verso le più aspre terre del Chianti. Meravigliosa la scalinata che porta alla villa di Montegiachi al 16°Km. Il fondo è generalmente di strada bianca, peraltro molto regolare e con pochissima ghiaia. Rarissimi i passaggi un pò più tecnici nel sottobosco o per sentieri. Avvicinandosi alle colline più alte le salite cominciano a farsi sentire sempre di più. Villa a Sesta, piccolo paesino al 25°, ci introduce alla salita principale della gara che ci porta alla quota massima di 650metri. Qui si è già stanchi ed è molto difficile correre, per fortuna giunti in vetta comincia la discesa – per niente impegnativa nè a livello tecnico nè a livello muscolare. A San Gusmè si dimentica la stanchezza, ammirati dalla bellezza di questo minuscolo borgo, salvo poi rituffarsi in mezzo a una vigna intirizzita dal freddo e giungere al lunghissimo interminabile viale che ci porta al 35° Km, tutto cinto ai lati da filari di cipressi. Finito il viale interminabile si prosegue attraverso altre salitine non proprio facili, l’arrivo sembra non arrivare mai fino al 39° quando in lontananza si vede Castelnuovo e le energie tornano a scorrere nonostante il freddo e il vento non ci abbiano mai mai abbandonato. I saliscendi continuano inesorabili fino agli ultimi metri, quando si rientra nel paese e si passa sotto lo striscione. Doccia (acqua un pò a intermittenza, ma per fortuna bollente), addirittura la pubblica assistenza in auto mi porta al pasta party dove evito i salumi e i formaggi ma mi ingozzo di una ottima pastasciutta.In generale della gara si può dire- organizzazione eccellente per essere una prima edizione. Sono migliorabili solo dettagli minimi da pignoli estremi- copertura e tracciatura del percorso perfetta, balises di segnalazione ovunque,  impossibile sbagliare strada se si ha un minimo di lucidità (oddio, han sbagliato i primi 2 ma solo perchè una freccia era caduta…)- percorso comunque impegnativo per il dislivello stimato oltre i 1400metri. il fondo è molto migliore rispetto ad altre eco e infatti si fanno tempi ben più veloci (ha vinto Bernardi in 2h57′), però non va assolutamente sottovalutata perchè i tratti in cui si deve camminare per forza sono quasi inesistenti, si corre praticamente sempre e ciò alla fine si paga- fondo ottimo, mai pericoloso, pure veloce in molti punti. io preferisco tratti tecnici, specie in discesa, invece non ci sono mai punti difficili o dove stare particolarmente attenti. va bene lo stesso- panoramicamente parlando: tra il Chianti e le crete senesi, ho detto tutto. Anche questo alla base del grande successo, 408 iscritti (credo record italiano delle ecomaratone). Alla fine tutti entusiasti

Altimetria

http://img88.imageshack.us/img88/8624/altimetriachiantisj7.jpg

Vista dall’alto

http://img265.imageshack.us/img265/3986/chiantialtojm3.jpg

Vista laterale http://img235.imageshack.us/img235/2805/chiantixl9.jpg

Traccia GPS(del secondo arrivato Baroncini, incluso l’errore)http://www.giscover.com/tours/tour/display/4261

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2 commenti

  1. anonimo

     /  23 ottobre 2007

    questa tua cronaca mi fa un po’ rimpiagere di non esserci stato, dev’essere stata proprio una bella corsa. l’impressione che ho avuto è che “tecnicamente” sia molto più facile per esempio dei cimbri in cui le salite sono molto impegnative e praticamente impossibili da affrontare di corsa. ho letto il tempo del 1°. impressionante! sotto le 3 ore con 1.400 metri di dislivello. è giusta la misurazione del percorso?

    emme
    http://emmedicorsa.blogspot.com/

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  2. lonelyrunner

     /  23 ottobre 2007

    ehm… ho risposto nell’altro post, che avevo visto per primo

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